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Quando nel lontano 1980 Giuseppe Siciliani "scese" da Cirò per
trasferirsi a Cirò Marina, era malinconico e pieno di rimorsi
per essersi allontanato dal paese che gli aveva dato i natali, tante
soddisfazioni (soprattutto) nel campo politico e tantissimi amici,
ai quali resterà sempre legato.
Allora, per superare il dolore provocatogli da quel distacco e per
dimostrare a se stesso la validità di quella scelta di vita, pensò che
avrebbe dovuto fare qualcosa di grande.
Realizzò il suo intento, trasformandosi da "semplice" possidente,
che traeva la sua fonte di reddito dalla coltivazione dei vigneti e
dalla locazione dei suoi immobili, in un intraprendente
imprenditore edile.
Fu così che Giuseppe Siciliani, che tutti chiamavano
affettuosamente "Don Peppe", favorí lo sviluppo urbanistico della
città di Cirò Marina grazie ai 40 e più ettari di terreno ereditati
dal padre, una parte dei quali gli furono espropriati per la costruzione di opere di pubblica utilità (municipio, poste, case popolari, caserma dei Carabinieri, scuole, chiesa, Day Hospital). Inoltre, egli riuscì
a creare nella caotica città di Cirò Marina una zona residenziale
con strade larghissime e, per raggiungere il suo scopo, non esitò a
cedere gratuitamente tanti metri di suolo al Comune.
Accanto a lui, a dargli manforte in questa razionale opera di
urbanizzazione, c'era già all'epoca un giovanissimo Carmine Valente, diventato con il tempo un esperto imprenditore, abile
anch'egli, come "Don Peppe", ad armonizzare le costruzioni
edilizie con l'ambiente circostante e a rispettare i canoni
urbanistici ed estetici.
I figli del compianto Giuseppe Siciliani, Patrizia, Roberto, Mario,
Nevio e Francesco, sotto l'occhio amorevole e discretamente
vigile della madre, vogliono continuare la grande opera del padre,
uomo di rara intelligenza e perspicacia, e ad avvalersi ancora
della preziosa collaborazione del loro amico e socio Cannine
Valente.
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